SU DI ME

La natura mi ha insegnato a giocare a nascondino con la Bellezza

Crescere in un paese di campagna, circondata e avvolta dalla Natura, è stato un grande dono. Il mio primo museo è stato il rudere del castello diroccato abbarbicato tra le rocce e sepolto dai detriti del tempo, custodito da stiliti guardiani arborei che nei pomeriggi d’estate aprivano per me inaspettati  accessi segreti. La prima galleria d’arte è stata l’ombrosa e profumata stradina nel bosco, roverelle e biancospini fiancheggiavano il sentiero e la loro chioma si toccava sopra di me. Io, col naso all’ in su, venivo sfiorata dai raggi di sole che trafiggevano quella scura corazza,  sminuzzandola  in frammenti  vibranti al soffio del vento.

Il mio primo sito archeologico è stato il piccolo rivo accanto alla fattoria, fresco e delicato era l’amico ideale e sicuro per una curiosa esploratrice alla ricerca di cristalli vetrosi trasformati dal tempo in preziose gemme

E quale miglior maestra poteva iniziarmi all’ascolto delle più soavi melodie d’incanto se non la sorgente del mio amato fiume? Ogni zampillo che nasceva dal suo cuore e per la prima volta toccava le rocce levigate e muschiose ai piedi della corta cascata, era una nota nuova, unica ed inimitabile, come le venature delle mie care tavole di cipresso che descrivono storie e percorsi, vite ed incontri, atti e passioni, emozioni travolgenti e vorticose.

Il tutto al suono del silenzio del mio essere che bramoso si nutre ingordo di questa accecante, traboccante bellezza cosmica, frattale universale, specchio esseno che svela e sviscera il mio sé più profondo e inviolabile.

Chi sono?
Sono un’artista?
Chiamatemi così se vi può sembrare facile,
io preferisco sentirmi albero mosso dalla tempesta,
alba scarlatta dietro la montagna,
petalo di ciliegio trasportato dal vento,
lacrima di rugiada trapassata dal sole,
onda impetuosa che si trasforma in marea
e conversa con la Luna

sul loro prossimo incontro.